
Dal ciel profondo o l’abisso: le anime di Diamanda Galรกs
๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐'๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ - Monografie oltre ai generi
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Nota alle cronache per essere la diva dellโavantgarde newyorkese, nellโultima puntata de La Musica come Pratica dellโImpossibile di Michele Selva si va alla scoperta dellโarte e della personalitร fuori dal comune di Diamanda Galรกs: artista eclettica, scioccante e dalla luminosa oscuritร , per parafrase il titolo dell'episodio. Una voce la sua, unica e prodigiosa cresciuta fertile attraverso gli studi classici che le hanno permesso di esprimere tutto il suo potenziale, dato da una prorompente e celebrata estensione vocale superiore alle tre ottave e mezzo ma anche da una specificitร di stile veramente unica nel panorama mondiale contemporaneo.
La sua forza vocale dai connotati oscuri e luciferini le hanno permesso di abitare in maniera drammatica letteratura, storia, l'impegno sociale in cui ha raccontato la sofferenza degli emarginati e la lotta costante per superare la malattia mentale, oltre ad un'ispirazione multi-culturale: emerge in molte delle sue opere infatti, lโineffabile melisma per le tradizioni vocali medio orientali influenzate dalle sue origini mediterranee, oltre ad un spiccato interesse per la fisicitร , lo โsporcoโ e il recitativo, pur mantenendo affinitร allโimpostazione del canto classico. Galรกs รจ riuscita a fondere subconscio, magia e storia in un flusso sonoro altamente emozionante, composizioni per voci sovraincise ed elettronica dissonante, estremamente convulse e opprimenti.
Tra i suoi album memorabili, connotati da generi diversi che spaziano dal blues, fino al jazz e al gospel ma sempre improntati alla sperimentazione, ricordiamo lโassolo canoro di dodici minuti di "Wild Women With Steak-Kniveโ (1982) in cui blocchi di grida orrende, rapidissime e concitate, si alternano vagiti disumani; poi nello stesso anno le "Litanies Of Satanโ, Galรกs recita i versi maledetti dellโinferno di Baudelaire piรน enfatica e sguaiata che mai, mentre un tamburo batte colpi funerei, l'elettronica solleva folate gelide e altre voci filtrate borbottano in sottofondo; e poi ancora, questa volta รจ dal vivo che Diamanda stupisce il pubblico: nel 1991 l'iconico concerto registrato presso la Cattedrale di St. John the Divine a New York, dedicato e ispirato ai malati e ai morti dellโAIDS, tra cui lโamato fratello deceduto poco tempo prima proprio per aver contratto il virus. Diamanda qui รจ la peste nera, la personifica in una propria, teatrale e potente liturgia per creare liberazione e sensibilizzare lโopinione pubblica su un fenomeno, quello che riguarda i malati di HIV, che ne ha portato all'ostracizzazione nellโAmerica di quei anni.
โLa morte non รจ nel non poter comunicare ma nel non essere piรน compresiโ diceva Pier Paolo Pasolini e Diamanda, sua grande ammiratrice, ha fatto di queste parole il suo mantra, inseguendo quella eccentricitร stilistica attraverso vari linguaggi sperimentati e interpretati nella sua carriera artistica; solo una minima parte di essi sono stati ricordati in questa presentazione, per scoprirne di piรน non perdetevi questa biografia in musica dedicata allโartista americana.
Un programma a cura di Michele Selva
Regia di Alessandro Renzi
Immagine elaborata da una fotografia di Paul Harris - Tutti i diritti riservati
