
La società patriarcale ci ha insegnato a relegare le donne al lavoro di cura, a richiamarle costantemente a una serie di doveri nei confronti dei figli. Anche quando non ce la fanno, anche quando non hanno neppure la forza di alzarsi.In questa lettera alla figlia, Hanane racconta della violenza ostetrica subita il giorno della sua nascita. La domanda è: che vuol dire fare la mamma? Le risposte sono molteplici. Le parole di una donna, mortificata in un giorno tanto atteso e delicato, invitano a una profonda riflessione sulla pericolosa estetica di una maternità perfetta e totalizzante.
Un libro non si giudica dalla copertina è un progetto di Associazione 21 luglio con il sostegno di Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
