
Sempre di corsa nei confronti di un tempo tiranno, Eriselda affronta con coraggio il pregiudizio di una società xenofoba e discriminante. A lei è preteso di dimostrare, spiegare e giustificare più delle altre, non le sono concessi errori e le è richiesto sempre di fare bella figura. Attraverso l'immagine di un albero, con le radici in un luogo e la chioma in un altro, Eriselda invita chi ascolta a confrontarsi con la propria paura del diverso e a chiedersi se, quella paura, non sia meglio abbatterla.
Un libro non si giudica dalla copertina è un progetto di Associazione 21 luglio con il sostegno di Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
